Tribunale Gerusalemme: Lifta non si vende

Thursday, 09 February 2012 08:19 Human Right Organization per l’Alternative Information Center
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Il 6 febbraio il Tribunale Amministrativo di Gerusalemme ha stabilito l’annullamento del bando di gara della Israel Land Administration (ILA) per la vendita delle terre del villaggio abbandonato palestinese di Lifta.

 

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Edifici originari palestinesi del villaggio di Lifta, a Gerusalemme (Foto: flickr/gnuckx)

 

In una dettagliata sentenza di 22 pagine, la corte (presieduta dal giudice Yigal Marzel) ha accettato la petizione presentata a marzo del 2011 dall’avvocato Sami Arshid a nome dei rifugiati di Lifta e di numerose organizzazioni israeliane per i diritti umani (Sons of Lifta Jerusalem Association, Rabbis for Human Rights, Jafara Associations, Dafna Golan, Ilan Shteir, Salam Siam, Abed Elrahman Abu Lail, Radwan Barakat, Daud Abidi, Jalal Aqel e Mohammad Odeh).

 

Nella sentenza, il tribunale ha ordinato che il bando di gara emesso dalla Israel Land Administration  (numero 405/2010) sia annullato. In breve, la corte ha accettato pienamente la petizione e ha impedito la vendita e la commercializzazione delle terre del villaggio di Lifta e delle case abbandonate ad imprese private. Va notato che tale bando era stato pubblicizzato un anno fa dall’avvocato Arshid e era stato congelato a seguito dell’ingiunzione che impediva all’ILA la vendita delle terre. Con la sentenza di pochi giorni fa, la corte ha annullato definitivamente il bando di gara.

 

Nella petizione contro l’ILA, si chiedeva alla corte di intervenire per impedire il trasferimento delle terre e delle proprietà di Lifta in mani private, l’attuazione di un esclusivo progetto immobiliare e quindi la distruzione del villaggio, ultima testimonianza della cultura araba nella Palestina storica, lungo tutta la sua storia fino all’inizio del 20esimo secolo.

 

Come si legge nella petizione, “dato che il villaggio di Lifta è stato abbandonato e i suoi originari residenti vivono oggi come rifugiati a poche centinaia di metri dal villaggio stesso, è opportuno desistere da qualsiasi costruzione all’interno del villaggio, in particolare costruzioni che provocherebbero la sua distruzione e l’espropriazione totale dei diritti dei residenti originari”. I sottoscrittori della petizione hanno inoltre aggiunto che “la commercializzazione delle terre di Lifta per nuove costruzioni e la creazione di nuovi edifici al posto di quelli preesistenti ostacolano sia la capacità di salvaguardare il villaggio che ogni possibilità di restaurarne la struttura storica e tutto ciò che vi è collegato”.

 

Con la petizione si è chiesto al tribunale di annullare il bando di gara per la vendita della terra di Lifta e di imporre all’ILA di desistere da qualsiasi azione che potesse danneggiare l’eredità fisica e culturale del luogo, in attesa di realizzare un più ampio progetto che includa la preservazione del sito secondo standard professionali e in cooperazione con gli enti pubblici.

 

La petizione ha incluso le opinioni professionali di cinque architetti e esperti israeliani, riguardo i gravi errori che il bando di gara avrebbe compiuto: il piano dell’ILA non rispetta alcuno standard di preservazione accettabile né in Israele né nel mondo e i dati forniti mancano dei requisiti per permettere la vendita della terra e la costruzione di edifici. Gli esperti hanno concluso che il processo avrebbe dovuto essere congelato in attesa di completare la documentazione riguardante Lifta, la preparazione di un piano di costruzione e sviluppo e la firma di un accordo tra l’ILA e il Comune di Gerusalemme.

 

Durante le udienze, l’ILA ha modificato le sue posizioni a seguito dell’intervento della Antiquities Authority secondo la quale era preferibile condurre un’indagine e una raccolta di documentazione completa prima di dare la terra a enti privati.

 

L’avvocato Sami Arshid è intervenuto dopo la sentenza affermando che la decisione della corte è prima di tutto una grande vittoria per la lunga lotta legale volta a salvaguardare l’eredità del villaggio e ad evitare la distruzione di un importante pezzo della storia di Gerusalemme. Una sentenza che assume un valore speciale e che diventa un precedente: salvare Lifta è importante anche per le future generazioni.

 

Tradotto in italiano da Emma Mancini (Alternative Information Center)