
Il progetto in 3D della nuova città palestinese di Rawabi
A riportare la notizia è stata Army Radio questa mattina. Quando è iniziata l’espansione della nuova città, che secondo le previsioni dovrebbe arrivare ad ospitare 40mila palestinesi, all’interno dell’opinione pubblica israeliana è esploso il dibattito. Molte critiche sono piovute sulle compagnie israeliane che, invece di lavorare allo sviluppo delle colonie ebree in Cisgiordania, si occupavano delle cittadine palestinesi. In particolare, si erano fatte espressamente delle pressioni perché i beni prodotti nelle colonie non fossero utilizzati per la costruzione di Rawabi.
Con la “Boycott Bill”, approvata lunedì dalla Knesset, il governo israeliano punirà con il pagamento di sanzioni amministrative da 50mila shekel (circa 10mila euro) tutti gli individui e le associazioni che inviteranno apertamente al boicottaggio economico, culturale ed accademico dello Stato di Israele. Inoltre, verranno revocati aiuti finanziari ed esenzioni fiscali a quelle compagnie nazionali che decideranno di offrire i propri servizi all’Autorità Palestinese e che faranno affari con compagnie palestinesi.
Ed ecco il primo risultato: la compagnia israeliana Arca abbandona in fretta e furia Rawabi e straccia il contratto. Rawabi (in arabo "la collina"), a pochi chilometri da Ramallah e dall’università di Birzeit, è la prima città pianificata dall’Autorità Palestinese, che ne vuole fare un fiore all’occhiello e un esempio di modernità in Cisgiordania.